Weekend a Londra? Cosa cambia (nella pratica) dopo la Brexit

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La Brexit è stata ufficialmente approvata il 31 gennaio, segnando la fine del rapporto tra Regno Unito e Unione Europea.

Per fortuna i cambiamenti non saranno immediati, dando il tempo a tutti di adattarsi. Il periodo di transizione finirà a dicembre 2020fino ad allora non cambierà nulla.  

Però resta comunque molta confusione, soprattutto per i viaggiatori diretti nel Regno Unito. Come si entrerà in UK? Quali documenti serviranno? Sarà ancora semplice passare un weekend a Londra o serviranno passaporto e visto?

Serve il passaporto per andare a Londra? 

Una delle domande più frequenti è: che documento di viaggio serve per entrare nel Regno Unito?

Per il momento, ai turisti che vanno in vacanza a Londra (o in qualsiasi altra parte del paese) basta la carta d’identità valida per l’espatrio.

Fate attenzione però che la vostra carta sia in buone condizioni: potrebbero infatti rifiutarvi l’ingresso se il documento è rovinato o rotto. 

Se però si è muniti di un passaporto valido, l’ideale sarebbe usare quello come documento di viaggio perché consente di procedere più velocemente ai controlli di sicurezza. 

Londra: serve il visto? 

Con la Brexit, il Regno Unito diventa un paese straniero a tutti gli effetti. 

Per il momento, se si è cittadini Italiani, o di un altro Paese dell’Unione Europea, non c’è bisogno di visto d’ingresso per entrare nel Regno Unito, indipendentemente dal tipo di viaggio che si deve fare.

Le cose cambiano quando ci si trasferisce per lavoro: dal gennaio 2021 servirà un visto lavorativo per vivere in Inghilterra, e un contratto di lavoro con uno stipendio di almeno 30mila sterline l’anno. 

Costerà di più? 

Difficile a dirsi. L’impatto economico della Brexit non è ancora chiaro, la situazione potrebbe cambiare drasticamente in base all’accordo tra Regno Unito e UE (o alla mancanza di esso) – cioè se ci sarà il famigerato deal o no. 

Sicuramente però, il Regno Unito cercherà di non mettere il bastone tra le ruote ai suoi turisti. L’economia dello stato infatti si fonda (anche) sul settore turistico

I dati risalenti allo scorso anno parlano chiaro: 3,4 milioni di stranieri hanno visitato il Regno, spendendo oltre 2 milioni di sterline.

Sarebbe sciocco per il paese di Sua Maestà limitare in qualche modo questo business. 

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